Archivio degli articoli con tag: suggestioni

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Felice destino, poter sedere nella stanza silenziosa della casa di famiglia, fra le tante cose tranquille, radicate, e fuori, nel giardino lieve di un verde luminoso, ascoltare le prime cinciallegre misurarsi nel canto, e in lontananza l’orologio del villaggio. Sedere e guardare una calda striscia di sole pomeridiano e sapere molte cose su fanciulle del passato e essere un poeta.

Rainer Maria Rilke “I quaderni di Malte L. Brigge

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CTriadou

di Christine Triadou

Per Charlotte il potere dei luoghi era tutto. Stava male in stanze brutte e l’arredo di una stanza poteva farla ammutolire. Tutti i suoi sogni riguardo al futuro erano ambientati in stanze vuote, mansarde piene di luce con vedute magnifiche, stanze con soltanto  un letto, una scrivania, una sedia

Margaret Forster “Lasciando il mondo fuori”

cpham

di CPham

Darwin

si dice che per consolazione leggesse romanzi.

Ma aveva le sue esigenze:

dovevano essere a lieto fine.

Se gliene capitava uno differente,

lo gettava con furia nel fuoco.

Vero o no che sia –

sono propensa a crederci.

Percorrendo con la mente tanti spazi e tempi

aveva visto così tante specie estinte,

tali trionfi dei forti sui più deboli,

così grandi sforzi di sopravvivenza,

prima o poi inani,

che almeno dalla finzione

e dalla sua microscala

aveva diritto di aspettarsi l’happy end.

E quindi per forza: un raggio che sbuca dalle nuvole,

gli amanti di nuovo insieme, i casati riconciliati,

i dubbi dissipati, la fedeltà premiata,

i beni recuperati, i tesori dissotterrati,

i vicini pentiti del loro accanimento,

la reputazione resa, la cupidigia smascherata,

le vecchie zitelle maritate con pastori dabbene,

gli intriganti deportati nell’altro emisfero,

i falsari di documenti scaraventati dalle scale,

i seduttori di vergini di gran corsa all’altare,

gli orfani accolti in casa, le vedove consolate,

la boria umiliata, le ferite sanate,

il figliol prodigo invitato alla mensa,

il calice dell’amarezza vuotato in mare,

i fazzoletti intrisi di lacrime pacificate,

canto e musica per tutti,

e il cagnolino Fido,

smarrito già nel primo capitolo,

corra pure di nuovo per la casa

abbaiando gioioso.

Wislawa Szymborska, Consolazione

 

di Lilli Bacci

“Sono lieta, in mezzo alle mie tristezze mediterranee, di essere qui. E dirvi come è bello pensare strutture di luce, e gettarle come reti aeree sulla terra perchè essa non sia più quel luogo buio e perduto che a molti si dimostra” A.M.Ortese

christine – by mieke verbijlen

“Heidegger dice che l’uomo esiste in quanto abita, ed è molto bello, perché dice che il modo di esistere dell’uomo si determina nell’abitare, nel dare forma allo spazio. Io faccio questa aggiunta: l’uomo abita in quanto è abitato.”

Silvano Petrosino, Capovolgimenti

di Afra Bacci

Le cose che ci circondano nutrono la nostra anima. L’ambiente non si ferma certo alle immagini della rete familiare, a uno scenario semplificato da sceneggiato televisivo, fatto di spiritosaggini e battibecchi più o meno uguali, di più o meno uguali spuntini tirati fuori dal frigo, di più o meno uguali ore di sonno. L’ambiente è anche i mobili e il giradischi, il gatto di casa e i vasi alla finestra. Poichè lo spazio in cui ci aggiriamo è fatto di realtà psichiche che influiscono sulla nostra vita, dovremo ampliare la nozione di ambiente nel senso di una “ecologia del profondo”, partendo dall’ipotesi che il nostro pianeta sia un organismo vivente, che respira e si autoregola. Poichè qualunque cosa abbiamo intorno può nutrire la nostra anima in quanto alimenta l’immaginazione, là fuori è pieno di materia animica. E allora perchè non ammettere, con l’ecologia del profondo, che l’ambiente stesso è intriso d’anima, è animato, inestricabilmente fuso con noi e non già sostanzialmente separato da noi? L’ambiente allora sarebbe immaginato come comprendente ciascuna piccola cosa che si prende cura di noi ogni giorno: i nostri pneumatici e le tazze di caffè e le maniglie delle porte e il libro che ho in mano. Ci domanderemo: Questa cosa fornisce nutrimento ad altre cose che ci sono intorno o soltanto a me che sono intorno? Dà un suo contributo alle intenzioni del campo di cui sono soltanto una piccola, effimera parte?  Dove finisce l’ambiente e dove incomincio io, e anzi come posso cominciare, senza essere in qualche luogo, coinvolto intimamente e nutrito dalla natura del mondo?

James Hillman Il codice dell’anima Adelphi

Sentirsi a casa / Dare un senso

Sentirsi a casa / Dare un senso

Foto di Enrico Conti, styling Lilli Bacci

di Lilli Bacci

da Isanna, Radi 2000

Foto di Enrico Conti styling Lilli Bacci