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Alessandro Ligato

di Alessandro Ligato

“L’esperienza del ritorno” è un progetto fotografico, un percorso di ricerca nei luoghi della memoria personale e collettiva; l’intento è quello di scandagliare ambienti del vissuto che dopo essere stati abbandonati si sono cristallizzati in una sorta di limbo temporale, e dimostrare come la familiarità con un luogo non sia necessariamente legata ad averlo vissuto in prima persona.
In questo percorso Ligato ha incontrato la poesia di Giorgio Caproni che accompagna il suo fotografare.

Sono tornato là
dove non ero mai stato.
Nulla, da come non fu, è mutato.
Sul tavolo (sull’incerato
a quadretti) ammezzato
ho ritrovato il bicchiere
mai riempito. Tutto
è ancora rimasto quale
mai l’avevo lasciato.
Tutti i luoghi che ho visto,
che ho visitato,
ora so – ne sono certo:
non ci sono mai stato.

Giorgio Caproni

a Rio de Janeiro

da Isanna, Radi 2000

Still life with chair by KT LINDSAY

by Campbells Loft

Inner World, un progetto dell’artista tedesca Beatrice Minda

Il progetto Inner World presenta una serie di immagini di interni di abitazioni di rumeni. E’ la mappatura dell’identità di un popolo e di come quest’identità si trasforma e viene declinata in patria e all’estero. Tra il 2003 e il 2006 Beatrice Minda ha viaggiato in Romania, Francia e Germania, decidendo poi di lasciare raccontare le storie agli ambienti, nell’assoluta assenza delle persone.In questa stanza è racchiusa tutta la mia vita – sembra dire ciascuna immagine. La nostalgia è il comune denominatore; nostalgia di un passato migliore, nostalgia degli affetti lontani. Guardando queste immagini, ci domandiamo: chi sono io? E infine: chi siamo noi? Perché il singolo senza la collettività non esiste e le stanze sono luoghi dell’appartenenza e dell’identità, a scapito di tutto ciò che è fuori.

di Rio Branco

di Marcelo de Carvalho

di Enrico e Lilli da Kiki con Bagi per Anna 1999

Com’era bella la stanza con gli anemoni nel vaso sul tavolo, le due larghe finestre, i quadri alle pareti, era la nostra stanza e lì di fronte c’era il divano rosso scuro sul quale la sera lui andava a sedersi, a volte, si sdraiava, era stanco, si metteva i cuscini dietro la testa, tutto il suo lungo corpo sopra il divano.” Milena Milani, Io donna e gli altri, 1972