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Preikestolen

di Mara Celani

Farti sentire a casa è la missione del rifugio di montagna o ai margini di lande poco esplorate.
Fa buio, fa freddo, piove, è notte, sei stanco, hai fame: un luogo amico per sentirti, per una notte, per poche ore, per una settimana di tormenta, quasi come a casa. Una dimora temporanea da condividere con la famiglia degl’innamorati dell’avventura.
Le due antimeridiane in un rifugio nei pressi del Preikestolen, la roccia del pulpito, quella che si affaccia sul primo fiordo a nord di Oslo, offre ai suoi ospiti questo senso di semplice casa, circondato da un paesaggio in bilico tra il giorno e la notte.

Vivian Maier

di Vivian Maier

una casa essenzialmente finestra, per catturare la luce e i colori più belli del viaggio

da Abitare il viaggio di Ivana Elmo in “Case Proibite, fuga nel terzo paesaggio” edizioni di passaggio

cpham

di CPham

Darwin

si dice che per consolazione leggesse romanzi.

Ma aveva le sue esigenze:

dovevano essere a lieto fine.

Se gliene capitava uno differente,

lo gettava con furia nel fuoco.

Vero o no che sia –

sono propensa a crederci.

Percorrendo con la mente tanti spazi e tempi

aveva visto così tante specie estinte,

tali trionfi dei forti sui più deboli,

così grandi sforzi di sopravvivenza,

prima o poi inani,

che almeno dalla finzione

e dalla sua microscala

aveva diritto di aspettarsi l’happy end.

E quindi per forza: un raggio che sbuca dalle nuvole,

gli amanti di nuovo insieme, i casati riconciliati,

i dubbi dissipati, la fedeltà premiata,

i beni recuperati, i tesori dissotterrati,

i vicini pentiti del loro accanimento,

la reputazione resa, la cupidigia smascherata,

le vecchie zitelle maritate con pastori dabbene,

gli intriganti deportati nell’altro emisfero,

i falsari di documenti scaraventati dalle scale,

i seduttori di vergini di gran corsa all’altare,

gli orfani accolti in casa, le vedove consolate,

la boria umiliata, le ferite sanate,

il figliol prodigo invitato alla mensa,

il calice dell’amarezza vuotato in mare,

i fazzoletti intrisi di lacrime pacificate,

canto e musica per tutti,

e il cagnolino Fido,

smarrito già nel primo capitolo,

corra pure di nuovo per la casa

abbaiando gioioso.

Wislawa Szymborska, Consolazione

 

di Afra Bacci

a Rio de Janeiro

di Lilli Bacci