Archivio degli articoli con tag: stanze

Christophe Horoyan

A few days in Sweden by Christophe Horoyan

Anna mi espose il suo progetto: armadio a cinque sportelli, con specchio interno; tavolo da tinello, sei sedie, una rete a una piazza e mezzo, comoda ma senza testiera, due poltrone, un tavolinetto da fumo. L’essenziale per un minimo di casa, e tirate le somme faceva centoquarantaquattromila lire. Il mobiliere era disposto a farci pagare un terzo subito e gli altri due terzi a rate mensili, ma si poteva andare anche più su con la spesa, aggiungere venti tavolette di rovere di Slavonia: ce le avrebbe date per quindicimila lire compressive. “A che servono le tavolette?” “Per fare la libreria.” “Come?” “Le facciamo bucare ai quattro angoli, ci passiamo un filo da elettricista, di quelli rivestiti di plastica colorata, poi bastano due chiodi al muro, e la tavoletta regge una trentina di libri. Con venti tavolette i miei e i tuoi ci entrano comodi.”

Luciano Bianciardi, “La vita agra”

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Felice destino, poter sedere nella stanza silenziosa della casa di famiglia, fra le tante cose tranquille, radicate, e fuori, nel giardino lieve di un verde luminoso, ascoltare le prime cinciallegre misurarsi nel canto, e in lontananza l’orologio del villaggio. Sedere e guardare una calda striscia di sole pomeridiano e sapere molte cose su fanciulle del passato e essere un poeta.

Rainer Maria Rilke “I quaderni di Malte L. Brigge

Ghirri | no title

casa Penati, di Luigi Ghirri

È difficile dire perché una stanza, le pietre di una strada, un angolo di giardino mai visto, un muro, un colore, uno spazio, una casa diventino improvvisamente familiari, nostri. Sentiamo che abbiamo abitato questi luoghi, una sintonia totale ci fa dimenticare che tutto questo esisteva e continuerà ad esistere al di là dei nostri sguardi

Luigi Ghirri, Identikit

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di Hamed Ilkhan

Se si sfoglia il nostro album di famiglia
i primi dieci anni della mia vita
sono stati spesi in bianco e nero
e prevalentemente nel nostro salotto
i miei ricordi di quegli anni
sono pieni di colore.
Hamid Ziarati, scrittore iraniano

dal libro Iranian Living Room, il primo di una serie di progetti editoriali autopubblicati da Fabrica

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di Christine Triadou

Per Charlotte il potere dei luoghi era tutto. Stava male in stanze brutte e l’arredo di una stanza poteva farla ammutolire. Tutti i suoi sogni riguardo al futuro erano ambientati in stanze vuote, mansarde piene di luce con vedute magnifiche, stanze con soltanto  un letto, una scrivania, una sedia

Margaret Forster “Lasciando il mondo fuori”

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foto da 2.bp.blogspot.com

“E intanto quasi ogni giorno lui passava da casa tua, che se ne stava lì chusa in mezzo al paese, disabitata per quasi tutto l’anno dietro il cancello verde sulla via. Lui arrivava e ti metteva la posta sopra il tavolo, e d’inverno ogni tanto faceva partire il riscaldamento che riempiva le stanze di calore, e poi tornava il freddo quando lo spegneva. Faceva fare ginnastica alla casa perchè non le si bloccassero le articolazioni, per paura di vederla rimpicciolirsi giorno dopo giorno per l’artrosi, morire di solitudine e trascuratezza”
Andrea Bajani “Mi riconosci”

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Parla anche tu,

parla per ultimo

dì il tuo pensiero.

Parla. -Ma non dividere

il sì dal no.

Dà anche un senso al tuo pensiero:

dagli ombra.

Dagli ombra che basti, tanta

quanta tu sai.

Dice il vero, chi parla di ombre.

Paul Celan

“Nell’abitare, che è interiorità, singolarità, raccoglimento, questo valore di verità dell’ombra assume i comuni ma intensi tratti della vita d’ogni giorno. In esso si riassume la soggettività dell’abitante, la sua identità.” Maurizio Vitta “Dell’abitare” pag.334

by wabisabi-style.blogspot.se

WelcHome

Casa sono le fotografie appese nelle stanze; le conchiglie raccolte al mare; il bicchiere con la rosa del terrazzo; i disegni dei bambini sul frigorifero; casa sono i disegni dell’amore che non c’è più; l’orologio a cucù che ora è rotto; casa a volte è l’ordine e la pulizia asettica; casa è la sciarpa della squadra preferita; la scatola di pasta da fare col barattolo di sugo portato dal paese natìo; il calendario che scandisce i giorni; sono tutti i santi che proteggono; è farsi le manicure; è cucinare per qualcuno, è occuparsi di qualcosa, è tenere pulito il sottopassaggio; è la montagna di libri da circumnavigare…
Sentirsi a casa è… continuerete voi!

Per voi che amate le tracce, gli angoli vissuti, per chi si sente un po’ interior design e un po’ antropologo. Pubblicheremo le foto dei vostri angoli, degli spazi che osserverete.
Con la vostra digitale o il vostro telefonino fotografate gli angoli preferiti delle vostre case o dei luoghi che attraversate!

Mandateci i vostri scatti!