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Se la luce è nel tuo cuore, trova la via di casa.

Jalàluddin Rumi

StephenTamiese

Photo by Stephen Tamiesie

Stavamo tutti e quattro sdraiati sulle enormi amache della casa di legno che Ofir, Maria e sua figlia avevano affittato a Michmoret, vicino al mare. Maria aveva sistemato la casa con gusto eccellente. Il salotto era arredato con mobili di legno chiaro, e ai muri aveva appeso dei tanka, delicati dipinti buddisti che avevano acquistato direttamente dall’artista. Sul pavimento aveva steso un vasto tappeto e due grossi cuscini che ti invitavano a sprofondarci dentro, e sugli scaffali che si era costruita da sé aveva disposto la ragguardevole, esibitissima raccolta di CD di Ofi, insieme a piccoli tamburi di pelle, zoccoli da gigante, quaderni indiani, e shampoo e saponi di marca Himalaya.

Potrei continuare a descrivere all’infinito, ma non riuscirei comunque a trasmettere la musica particolare che era riuscita a creare negli spazi tra quegli oggetti, una musica in cui risuonava una parola: casa.

Eshkol Nevo “La simmetria dei desideri”

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di Carissa Gallo

Florence Nightingale, fondatrice della moderna assistenza infermieristica nel suo “Note sulla Cura” dedica un intero capitolo al letto d’ospedale che deve essere basso, di ferro, scostato dal muro da entrambi i lati, e non lontano dalla finestra in modo che il malato possa vedere fuori. Un altro capitolo parla della luce, di quale sia l’esposizione migliore, e che si lasci entrare il sole. Scrive: «Una leggera cortina bianca al capezzale e alla finestra una stuoia verde che si possa calare a volontà sono più che sufficienti perché dove è il sole là è il pensiero