Archivio degli articoli con tag: spazi

IMG_5482“Se gli edifici potessero parlare

alcuni parlerebbero come Shakespeare

altri come il Financial Times

altri ancora loderebbero Dio o Allah.

Altri sussurrerebbero soltanto.

Altri canterebbero a gran voce la loro gloria.

Mentre altri ancora mormorerebbero

modestamente poche parole

senza avere nulla da dire.

Alcuni sono semplicemente morti

E non parlano più”

Wim Wenders

Christophe Horoyan

A few days in Sweden by Christophe Horoyan

Anna mi espose il suo progetto: armadio a cinque sportelli, con specchio interno; tavolo da tinello, sei sedie, una rete a una piazza e mezzo, comoda ma senza testiera, due poltrone, un tavolinetto da fumo. L’essenziale per un minimo di casa, e tirate le somme faceva centoquarantaquattromila lire. Il mobiliere era disposto a farci pagare un terzo subito e gli altri due terzi a rate mensili, ma si poteva andare anche più su con la spesa, aggiungere venti tavolette di rovere di Slavonia: ce le avrebbe date per quindicimila lire compressive. “A che servono le tavolette?” “Per fare la libreria.” “Come?” “Le facciamo bucare ai quattro angoli, ci passiamo un filo da elettricista, di quelli rivestiti di plastica colorata, poi bastano due chiodi al muro, e la tavoletta regge una trentina di libri. Con venti tavolette i miei e i tuoi ci entrano comodi.”

Luciano Bianciardi, “La vita agra”

Ghirri | no title

casa Penati, di Luigi Ghirri

È difficile dire perché una stanza, le pietre di una strada, un angolo di giardino mai visto, un muro, un colore, uno spazio, una casa diventino improvvisamente familiari, nostri. Sentiamo che abbiamo abitato questi luoghi, una sintonia totale ci fa dimenticare che tutto questo esisteva e continuerà ad esistere al di là dei nostri sguardi

Luigi Ghirri, Identikit

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di Hamed Ilkhan

Se si sfoglia il nostro album di famiglia
i primi dieci anni della mia vita
sono stati spesi in bianco e nero
e prevalentemente nel nostro salotto
i miei ricordi di quegli anni
sono pieni di colore.
Hamid Ziarati, scrittore iraniano

dal libro Iranian Living Room, il primo di una serie di progetti editoriali autopubblicati da Fabrica

CTriadou

di Christine Triadou

Per Charlotte il potere dei luoghi era tutto. Stava male in stanze brutte e l’arredo di una stanza poteva farla ammutolire. Tutti i suoi sogni riguardo al futuro erano ambientati in stanze vuote, mansarde piene di luce con vedute magnifiche, stanze con soltanto  un letto, una scrivania, una sedia

Margaret Forster “Lasciando il mondo fuori”

india del nord

di Angelo Vecchioni

Ogni spazio veramente abitato reca l’essenza della nozione di casa

Gaston Bachelard

ebruceylan.com:

di Ebru Ceylan

“In verità l’uomo non abita più nel mondo, o sulla terra: esiste nel frammezzo, fra i divini e le realtà terrestri.”

M.Heidegger

Immagine

La casa dei sogni è attorniata di alberi e prati (…) e bisogna essere proprietario; tuttavia gli americani la abitano raramente per più di cinque anni. Non si tratta di un bisogno reale ma di un simbolo. Questo simbolo implica un’abitazione isolata e non una serie di abitazioni e l’ideale di casa è estetico non funzionale (…) Il simbolo non è necessariamente buono o ragionevole in termini di utilità, ed infatti  stato criticato, ma è reale e rappresenta una concezione del mondo ed un’etica”

Amos Rapoport, House Form and Culture, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, N.J., 1969, pp.183-184.

di Nicholas Haggard

«Abitare una camera che cos’é? Abitare un luogo vuol dire impossessarsi di quel luogo? A partire da quando un luogo diventa veramente vostro? Quando si mette in ammollo un paio di calzini in  un catino di plastica rosa? Quando si fanno riscaldare gli spaghetti su un camping-gas? Quando sono state utilizzate tutte le grucce spaiate del guardaroba? Quando si é fissata alla parete con  delle puntine una vecchia cartolina che raffigura il sogno di Sant’Orsola del Carpaccio? Quando vi si sono provati i tormenti dell’attesa, o le esaltazioni della passione, o i supplizi del mal di  denti ? Quando si sono appese alle finestre le tende di proprio gusto e tappezzati i muri, e levigati  i parquet ?»

George Perec Specie di Spazi

WelcHome

Casa sono le fotografie appese nelle stanze; le conchiglie raccolte al mare; il bicchiere con la rosa del terrazzo; i disegni dei bambini sul frigorifero; casa sono i disegni dell’amore che non c’è più; l’orologio a cucù che ora è rotto; casa a volte è l’ordine e la pulizia asettica; casa è la sciarpa della squadra preferita; la scatola di pasta da fare col barattolo di sugo portato dal paese natìo; il calendario che scandisce i giorni; sono tutti i santi che proteggono; è farsi le manicure; è cucinare per qualcuno, è occuparsi di qualcosa, è tenere pulito il sottopassaggio; è la montagna di libri da circumnavigare…
Sentirsi a casa è… continuerete voi!

Per voi che amate le tracce, gli angoli vissuti, per chi si sente un po’ interior design e un po’ antropologo. Pubblicheremo le foto dei vostri angoli, degli spazi che osserverete.
Con la vostra digitale o il vostro telefonino fotografate gli angoli preferiti delle vostre case o dei luoghi che attraversate!

Mandateci i vostri scatti!